All Tunes, Russa, Popolare e, forse, Illegale

Da quando esploro l'Europa dell'Est e le Repubbliche ex socialiste (Ucraina, Bielorussia) avverto la sensazione che si stia formando, lentamente e senza una vera connotazione endemica, una sorta di "Capitalismo 2". Dichiarare che il capitalismo in quelle contrade ex socialiste sia oggi interpretato in maniera selvaggia è riduttivo. Assistiamo a formule non meno violente che serpeggiano in Europa occidentale e US, anche se il nostro livello di giustizia sociale tenta d'essere, almeno nell'enunciato, più corretto ed equilibrato. In questo l'ex U.R.S.S. non fornisce ombrelli comodi e mostra una legislazione imperfetta che fomenta i casi di squilibrio sociale e, spesso, il volto aggressivo di un mondo che non serve porzioni abbondanti, dove le regole del gioco sono scritte in codice criptico. Il Rublo continua a vivere un suo percorso auto-referenziale sottraendosi alla libera quotazione dei mercati. La non partecipazione all'organizzazione mondiale per il commercio estero (WTO) lascia grumi alla concorrenza sleale che ancora dovrà mostrarci vere sorprese, l'avvicinamento della Russia a India e Cina ci fornirà a breve varie occasioni spettacolari. Ma rimaniamo a oggi e voglio parlarvi di un caso lapidario, che stigmatizza il verso di marcia dei nostri vicini.
All of mp3.com è una website russa da scandalo, hanno un sistema proprietario che permette l'acquisto di un cd al costo di 1$, assolutamente niente se si pensa che iTunes chiede 99 cent a canzone! Inoltre non vi è nessuna limitazione per la duplicazione, cioè, scarichi una volta, paghi un dollaro e puoi fare tutte le copie che vuoi! Una evidente infrazione delle leggi dei diritti d'autore, ma il paradosso continua se si vanno ad analizzare le leggi russe in materia. In questo caso vedremo che esistono agenzie che riscuotono i diritti relativi ma che non corrispondono a nessun effettivo contratto di cessione internazionale. Tutto questo produce un mercato trasversale e illegale, e se su internet un cd costa un dollaro, nei mercatini con 10 dollari si può comprare un disco appena uscito, con copertina originale e menzione dei diritti legalmente riconosciuti a fantomatiche società. A tal proposito segnalo un articolo del New York Times che parla dell'argomento. L'articolista indignato parla della web in questione, ma non menziona programmi "bit torrent" che già danno la possibilità di scaricare in maniera semi-legale canzoni da altri utenti utilizzando licenze regolari, ma di altri computer (Limewire.com). Il New York Times punta il dito contro la web russa, ma il meccanismo della pirateria è ormai ineluttabile, la circolazione delle idee è rapida, i livelli di libertà individuale offre margini all'illegalità. Ma, a conti fatti, rovesciando la scala dei valori, quando il furto è commesso da centinaia di persone, è un furto e basta ... ma se i ladri sono centinaia di migliaia assistiamo a un fenomeno di massa, il derubato si converte in Pop-Star.
Tutto ha una sua logica e un suo repentino rovescio.
Ad esempio: se chiedete ai russi come mai ancora non siano entrati in Europa, essi risponderanno, nel maggiore dei casi, che non sarebbe la Russia a entrare in Europa, ma l'Europa in Russia.
Un Giano bifronte che fagocita sé stesso...
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