L'Uomo che salvò il Mondo
26 settembre 1983, Bunker Serpukhov-15 nelle vicinanze di Mosca ore 00:40.Notti in bianco e guardie rosse, il colonnello Stanislav Evgrafovich Petrov (Станислав Евграфович Петров) osservava attento lo schermo del computer, luce verdina, tremula vedetta dell'apparato satellitare antinucleare. Per una teoria dell'epoca, de la "Mutua distruzione totale", lo spazio aereo dell'impero sovietico era vigilato in ragione d'un possibile attacco statunitense. La procedura prevedeva, seguendo leggi pitagoriche, la reciproca distruzione in caso d'attacco nemico. Le sorti del mondo erano legate ad uno schermo verde, un bottone e la testa d'un uomo... Stanislav Petrov.
Petrov vede un missile americano sul monitor colpire il territorio russo, l'estate era da poco finita, nel bunker il freddo notturno d'autunno accompagna i buoni pensieri: Petrov esclude che ciò che vede sia possibile, non reagisce. Archivia l'episodio definendolo un errore. Dopo qualche minuto il satellite segnala un secondo e un terzo missile, seguito da un quarto. La luna in fase calante, sottile falce smussata sul bordo, illumina la notte e le menti del sobborgo moscovita. Non so quanti minuti ha atteso, col dito sul pulsante, quali odori abbia sentito (sicuro aveva una tazza di thè vicina, una sigaretta accesa, odore di legno e carte polverose del bunker). Una mappa stilizzata sul video disegnava i bordi del paese, l'impatto previsto e l'attacco era senza nessun senso, così pensò Petrov. Ci vuole coraggio, lo scenario che forniva la macchina era una nazione che in pochi minuti sarebbe stata devastata da un attacco nucleare con vittime e distruzioni su vasta scala, ma Petrov ascoltò la Luna, che quieta si abbassava quando l'aria era bruna, e non diede l'ordine del contrattacco.
Su questa storia è in lavorazione un film, e si può visitare un sito dedicato all'evento.
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