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Thursday, October 06, 2005

Pollai-aeroporti, benvenuti nell'Europa di Ryanair


Tornando a Barna,
l’Europa di Ryanair è fatta di pollai trasformati in aeroporti.
Eccoci atterrati in piena campagna francese, aeroporto di Beauvais (Parigi?), si sente un leggero olezzo di letame all’arrivo, un po’ la stessa sensazione che trasmette, in alcune ore del giorno, l’aeroporto di Girona, stalle e stallatico d’autentica vitella gironina.
Anche Charleroi (Bruxelles) segue il filo rosso dell’agriturismo aeroportuale, ottima idea per una futura guida del check-in e latte appena munto. Frankfurt-Hahn ha una buona panetteria paesana dove compro sempre pane integrale con semi.
Immaginate: sale d’attesa con cetriolini sott’aceto e mousse de canard. Una bella campagnola alsaziana, poppe grandi, serve “chucrutte” su gigantesche fette di pane nero innaffiato da vino di Bordeaux e formaggi a paste molli.
Un enorme barbecue, fuori, vicino la pista, e ognuno col suo spiedino a fare mish-mash sperando che il volo continui a tardare...
Ah, magari fosse così! Invece durante l’attesa tra un volo e l’altro, arrivo da Varsavia a Paris Beauvais con Wizzair, sto mangiando panini, gentilmente offerti dalla compagnia aerea ungherese a causa di un forte ritardo, prodotti da un (buon) catering di Budapest. Durante l’attesa, l’unica cosa attraente è l’aria vagamente autunnale e i colori d’ottobre della campagna francese che ho appena sorvolato.
Il popolo di Ryanair, afferrata online la tariffa da sogno, adesso s’annoia, senza connessione wireless, senza deposito bagagli, con i posti contati a sedere attende il check-in con largo anticipo.
Il più furbo si fa una birretta appena di fronte il terminal, in un improbabile pub irlandese, improvvisato sotto una tenda da festival dell’Unità “Kitty O’Shea’s”.
Il meglio viene quando si passa il controllo di polizia e si entra nel “limbo” dei gates, qui a Beauvais, ancora solo un tendone circense ripara la performance notturna dei partenti. Sandali infradito, scarpe da crimbling, mocassini da vestito, costumi da giacca, giubbotti di pelle, bisaccia e marsupi. La società è totalmente rappresentata. Il volo a basso costo è l’ultima democrazia possibile. Una sconsiderata speaker insiste nella ricerca di Mister Pompini in partenza per Roma! (messaggio emesso in francese e inglese) Povera figlia, “ciao core!” direbbe Anna Magnani. Un’altra che non sa cosa dice…
Con la speranza di un posto “migliore”, il popolo di Ryanair, poi farà la fila e correrà sulle scalette. Arriva l'aereo grande protagonista della performance a raccogliere fino al gate i passeggeri impilati. Arriva festoso coi motori urlanti e le puzze da kerosene, come un fuffi gigante d’acciaio. La folla finalmente sparisce a passetti…
Ho nostalgia dei biscottini della sala vip Alitalia, della sua connessione internet e del popolo arabo che la abita (forse stanno facendo qualche particolare promozione per la business class dai paesi arabi a nostra insaputa?)

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