Una vita non basta

Una nazione, a volte, deve fare i conti con il buon gusto, è difficile che questo avvenga per vie ufficiali, di solito il Grande Arbitro dei Costumi appare di soppiatto senza che nessuno l'abbia invitato. Penso alle monetine lanciate a Craxi e ai nostri "tristi" e "tristanzuoli" Piazzale Loreto e Porte Pie... nel caso dei Polacchi, essi sono vittime del Destino, e si comportano come tali. Uso ed abuso, essi erigono monumenti e dedicano strade quando ancora i protagonisti sono in vita. Fosse successo in Italia, i nostri si sarebbero attrezzati con migliaia d'amuleti, e poi, scaramanzia a parte, abbiamo sempre la sensazione che simili dediche siano rivolte a chi non le merita. Quindi ne attendiamo la morte per vedere se il demerito coincide con la celebrazione, c'è sempre la speranza di migliorare, no? In Polonia il Santo Padre ha avuto strada e monumenti dedicati ancora in vita e al momento del trapasso è avvenuto un vero delirio! Punta massima, qui chiamiamo a giudizio il buon gusto: la sua voce campionata inserita dentro brani da discoteca (simil-canto gregoriano), ripetuta non-stop dalle radio locali! Ieri sera si celebrava Solidarnosc qui, in Piazza del Teatro di Varsavia e il delirio della sua presunta morte, con la testimonianza di filmati d'epoca (era l'estate del 1980), attori che riprendevano, con un recitato patetico, frasi celebri e descrizioni del momento. Inutilmente i gruppi Hip-hop e rock polacchi (molto bravi) cercavano di scuotere gli animi. Niente da fare, la celebrazione con i cori lugubri dell'Orchestra Nazionale della Radio Polacca aveva preso il sopravvento. E Walesa, Kaczynski e tutti quelli che devono a quei mitici giorni il loro presente e passato politico, ne confermavano definitivamente la morte, in vita, di un movimento che ha trasformato la Polonia e il Mondo.


