A long good-bye

Domani lascio Kiev, comincio un lento ritorno a Varsavia, senza dubbio: così vicino, così lontano!
Impiegherò due giorni a tornare, distanze a parte, vi sono circa 800 km. tra le due capitali, diciamo che farò scalo tecnico a Lutsk, capoluogo di regione del Volyn.
In tutto, oltre alla sosta, impiegherò circa 18 ore d'auto, attraverso strade impossibili e autostrade improbabili. In Ucraina le buche rallentano la marcia, in Polonia vi sono "binari" sull'asfalto. Il primo caso è per una evidente mancanza di fondi che porta la manutenzione delle strade solo nella capitale, nel secondo caso siamo di fronte a una probabile "sottrazione" di fondi. L'usura dei copertoni sul materiale bituminoso all'acqua di rose, frutto di recenti corruttele, hanno tracciato un pericolosissimo solco dal centro alla periferia.
Si conclude, oltre alla mia visita, un periodo di "libero ingresso" nel Paese, dal primo settembre per entrare in Ucraina ci vorrà il visto. Le motivazioni della sua sospensione sono sorprendenti: il regime d'ingresso senza visto è stato concesso per lo svolgimento della manifestazione Eurovision, che, come i più informati di trash musicale sapranno, la kermesse nazionalpopolare si è tenuta quest'anno proprio a Kiev. Del resto mi sembra giusto, ben venga questo trionfo del mal gusto visto che oggi ha più facilità di viaggiare un panino alla carne e formaggio.


